Cos’è il teatro?

Napule è nu paese curiuso:
è nu teatro antico, sempe apierto.
Ce nasce gente ca, senza cuncierto,
scenne p’e strate e sape recità.
Nunn’ è c’o ffanno apposta, ma pè lloro
’o panu­rama è na scenografia,
‘o popolo è na bella cumpag­nia
l’elettricista è Dio ca’ e fà campà.
Ognuno fà na parte, na mac­chi­etta;
se sceglie ‘o tipo, ‘e panne, ‘a truc­catura,
n’intercalare, na cam­me­natura
pè fà suc­cesso e pè se fà guardà.

(Eduardo De Fil­ippo, 1900–1984)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=gkrnK0igAP0[/youtube]

Che cos’è il teatro?

Lo sforzo dis­per­ato che com­pie l’uomo nel ten­ta­tivo di dare alla vita un qual­si­asi sig­ni­fi­cato è teatro.

L’attore

L’attore muore senza poter dire di aver rag­giunto la per­fezione. Egli dà al pub­blico il risul­tato della sua con­tinua espe­rienza; ma tale espe­rienza, nel momento stesso in cui si rag­giunge, diventa fatto superato.

Il pub­blico

La sto­ria del mio lavoro ter­mina con la parola fine, scritta in fondo all’ultima pag­ina del copi­one; poi ha inizio la sto­ria del nos­tro lavoro, quello che fac­ciamo insieme noi attori e voi pub­blico, per­ché non voglio trascu­rare di dirvi che non solo quando recito, ma già da quando scrivo il pub­blico io lo prevedo. Se in una com­me­dia vi sono due, cinque, otto per­son­aggi, il nono per me è il pub­blico: il coro. E’ quello a cui do mag­giore impor­tanza per­ché è lui, in defin­i­tiva, a darmi le vere risposte ai miei interrogativi.

La messa in scena

Una messa in scena è lavoro di creazione: crea l’autore, crea l’attore, crea il reg­ista, lo scenografo, eccetera. Quando tale lavoro si vale del con­trib­uto entu­si­as­tico e umile di tutti, si fa teatro. Quando uno degli ele­menti pre­dom­ina sugli altri, esso dà spet­ta­colo di sé.

Lo sti­molo emotivo

Alla base del mio teatro, c’è sem­pre il con­flitto tra indi­viduo e soci­età. Voglio dire che tutto ha inizio, sem­pre, da uno sti­molo emo­tivo: reazione a un’ingiustizia, sdegno per l’ipocrisia mia ed altrui, sol­i­da­ri­età e sim­pa­tia umana per una per­sona o un gruppo di per­sone, ribel­lione con­tro leggi super­ate e anacro­nis­tiche con il mondo di oggi, sgo­mento di fronte a fatti che, come le guerre, scon­vol­gono la vita dei popoli… Solo per­ché ho assor­bito avi­da­mente, e con pietà, la vita di tanta gente, ho potuto creare un lin­guag­gio che, sebbene elab­o­rato teatral­mente, diventa mezzo di espres­sione dei vari per­son­aggi e non del solo autore

(estratti da: “E uno, doie, tre e quatt’!”… Visita a casa di Eduardo De Fil­ippo)

by-nc